Come si costruisce graficamente un genogramma

Osservazioni iniziali

Generalmente il genogramma dovrebbe mettere in scena tre generazioni, permettendo così di delineare i legami parentali e affettivi tra le diverse generazioni.

E’ importante tener presente che le scelte riguardo le informazioni che vengono immesse e la loro organizzazione grafica dipendono da molti elementi che non è pensabile immaginare prima dell’incontro. Possiamo dire quindi che la rappresentazione grafica finale (il genogramma) è un prodotto che viene co-costruito dalla persona o persone presenti, dal facilitatore (egli stesso parte del sistema) che accompagna la narrazione e che il tutto assume particolare forma e significato anche a partire dal contesto e dal momento “storico” (ci si riferisce alla fase di vita in cui si trova la persona e al tempo stesso al momento/contesto in cui si costruisce il genogramma) in cui viene realizzato. A tale proposito, a mò di dettaglio tecnico, vale la pena di ricordare l’utilità di datare sempre  il lavoro che viene realizzato.

 

Cosa si mette nel genogramma

Le informazioni che di solito vengono presentate sono nomi, soprannomi, posizione di ogni soggetto all’interno del sistema, date significative: nascita, morte, fidanzamenti, matrimoni, separazioni, divorzi, date di cambiamenti importanti, il tipo di relazione tra le persone indicate nel genogramma.  In base all’uso che se ne intende fare e alla rilevanza di tali dati vengono annotate anche informazioni riguardo le professioni, l’appartenenza religiosa o ancora caratteristiche di salute o particolarità delle persone rappresentate.

 

Alcune regole di costruzione del genogramma

Parliamo qui di regole intendendo con questo termine alcuni accorgimenti a cui far riferimento nella stesura del genogramma. Ne scegliamo alcuni, ricordando l’importanza - da parte del facilitatore - di un atteggiamento di grande rispetto nei confronti del cliente, lasciandogli – una volta spiegata la simbologia  - la libertà di realizzare il suo genogramma scegliendo cosa rappresentare e come raccontarlo. Tale libertà oltre che rispetto e curiosità nei confronti della storia dell’altro è utile anche rispetto alla lettura che è possibile fare del genogramma, in quanto dalle particolari scelte grafiche e narrative del cliente si potrà costruire assieme possibili connessioni.

 

La simbologia

Per indicare le persone si usano un quadratino per i maschi, un tondino per le donne; all’interno di ogni quadratino e tondino andrà posto un numero che indica l’età in anni della persona e sotto il suo nome ed eventualmente soprannome.

Le persone (i quadratini e i tondini) sono legate tra loro da segni che indicano i legami di parentela: la relazione di coppia, le relazioni affettive importanti, i legami tra fratelli.

Nel rappresentare i figli, l’ordine è quello cronologico con il più grande a sinistra e il più piccolo a destra. Nel genogramma va indicato anche chi vive con chi, raggruppando le persone che vivono nella stessa abitazione all’interno di una linea tratteggiata. Questo dato viene evidenziato qualora un nucleo famigliare (genitori e figli) viva con altre persone appartenenti alla famiglia d’origine dell’uno o dell’altro coniuge.